
A sentire le cupe notizie economiche che quotidianamente inondano i mass media non si direbbe, ma, secondo attendibili fonti internazionali, per l’Italia il 2014 può essere davvero l’anno del rilancio.
Questo è quello che sostiene, ad esempio, la Royal Bank of Scotland, che prevede grandi flussi di capitali che lasceranno i così detti Paesi emergenti per tornare in Europa e, in particolare, nei Piigs (Portogallo, Spagna, Irlanda, Grecia ed Italia), che presentano profili di rischio-renumerazione molto simili ai mercati che più hanno guadagnato negli ultimi 10-12 anni.
Addirittura più ottimista è Marco Mazzucchelli, managing director della banca svizzera Julius Bär, il quale sostiene che la situazione economica globale è tale da consentire all’Italia di diventare il maggiore mercato emergente del Mondo. Anche lui conferma che ingenti capitali si stanno spostando dai mercati emergenti (Cina, India, Russia, Brasile), le cui potenzialità di crescita si stanno esaurendo, per approdare in mercati più maturi, quali quelli europei e del Nord America.
La ragione di tale fenomeno epocale è da ricercarsi, da un lato, nel progressivo ed inesorabile rallentamento della crescita di quei Paesi che l’hanno fatta da padrona negli ultimi anni, e dall’altro nell’esigenza da parte dei grandi investitori internazionali di abbandonare quelle Nazioni che hanno deficit delle partite correnti ed hanno difficoltà a finanziarsi (India e Turchia), o sono interessate da fenomeni di instabilità politica (India, Turchia, Thailandia, Sud Africa ed anche Cina).
Di questo cambio di rotta hanno fino ad ora beneficiato i Paesi che presentano maggiori garanzie, quali Stati Uniti, Gran Bretagna e Germania, ma la nazione su cui scommettere è l’Italia!
Quella che può sembrare una previsione azzardata, si fonda invece su un’analisi lucida e di ampio respiro. L’Italia, infatti, tra i “Paesi maturi” è quello che presenta il gap maggiore rispetto al pieno potenziale, vanta una rete di piccole e medie imprese che, nonostante i limiti strutturali, funzionano molto bene, ha un sistema bancario tutto sommato sano e con i crediti in sofferenza in netto calo, ed ha un mercato immobiliare depresso, con conseguenti importanti e vantaggiose opportunità di investimento.
Anche il Wall Street Journal ha confermato che, da inizio anno, sono stati investiti in azioni europee circa 25 miliardi di dollari, con una preferenza, per gli investitori a stelle e strisce, per i mercati di Spagna e Italia.
Al momento, quindi, questi flussi si spostano sui mercati azionari, ma sono pronti a riversarsi sull’economia reale in presenza di riforme sostanziali, che incentivino gli investimenti domestici e stranieri a diventare stabili e non di breve termine.
In questo senso sta operando il Governo del Presidente Renzi che, nel recente tour europeo, ha proprio rassicurato i potenziali investitori circa la bontà delle riforme in programma nei prossimi mesi e che andranno a modernizzare e semplificare settori critici quali la burocrazia, la giustizia civile, il costo del lavoro e l’eccessiva tassazione per le imprese.
La sensazione è che l’Italia non possa, e non voglia, farsi sfuggire questa occasione!!!